La scomparsa di mons. Antonio Bonzani

24 aprile 2024

La scomparsa di mons. Antonio Bonzani

Un altro lutto segna la grande comunità spirituale dei devoti della Madonna di Re. Venerdì 5 aprile improvvisamente chiudeva la sua vita terrena Mons. Antonio Bonzani, originario di Villette, comune della Val Vigezzo.

La sua vita, sebbene trascorsa in gran parte oltre oceano, è stata caratterizzata dalla stretta vicinanza al  nostro Santuario. Nato a Villette,  il 5 giugno 1945, grazie alla direzione spirituale di Padre Elia Testa, iniziò il cammino che lo avrebbe condotto all'Ordinazione sacerdotale ricevuta il 20 giugno 1970 da mons. Placido M. Cambiaghi. Visse i primi mesi sacerdotali come vicario parrocchiale a Re, per poi divenire, dall’ottobre del 1970 fino al 1972 vicario parrocchiale di Gozzano.

In quegli anni, giovane sacerdote, prese consapevolezza di due versanti lungo i quali condurre il proprio sacerdozio.

Il primo era quella  missionario. Nel 1972 partì, quale fidei donum,  per l'Uruguay. Diverse le responsabilità a lui affidate in questi lunghi anni trascorsi in America Latina: vicario parrocchiale, parroco e Vicario episcopale per i Laici e la Famiglia. Dal 2000 era divenuto parroco di ‘Nostra Signora di Lourdes’ nel quartiere Malvin nel centro di Montevideo, parrocchia con più di 50.000 abitanti.

Il secondo era lo studio teologico. Interrotta momentaneamente l'attività missionaria, tornò  in Italia per conseguire, presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale a Milano, prima la Licenza e poi il Dottorato in Teologia.  In Uruguay dal 1987  assunse il ruolo di  Docente e Responsabile dell’Istituto di Scienze Religiose della diocesi e, successivamente, Docente di Teologia Dogmatica e Rettore della Facoltà di Teologia dell’Uruguay ‘mons. Mariano Soler’ per due mandati dal 2008 al 2016. In lui riconoscevamo il teologo, consavole della veridità del detto latino: numquam erit finis quaerendi ( non verrà mai la fine della  riceca). Ogni volta che tornava in Italia si recava in facoltà a Milano per aggiornare i suoi riferimenti bibliografici.

Lo ricordiamo anche sotto altri due aspetti:

- la devozione alla Madonna: l'ha interiorizzata nella sua infanzia e l'ha sempre alimentata. Anche nell'ultimo periodo trascorso in Italia ha voluto celebrare presso il santruario, davanti all'immagine della Sedes Sapientiae.

- le radici villettesi. A Villette don Antonio ha ricevuto il Battesimo, ha fatto la Prima Comunione, ha celebrato la Prima Messa.  Ogni volta che tornava  in Italia per i periodi di riposo era sempre disponibile a dire Messa in parrocchia, sgravando il Parroco. Ha avuto la gioia di battezzare i suoi nipoti e pronipoti e anche di festeggiare le tappe più significative del suo ministero , in particolare l'elevazionre a Monsignore. Ogni volta la sua famiglia gli si stringeva intorno a dimostrazione dell'affetto che lo circondava. In paese lo apprezzavano tutti per l'umanità e l'affabllità dei modi.

A Villette i resti mortali di don Antonio riposano nella tomba di famiglia, mentre noi preghiamo per lui perchè, per intercessione della Vergine del Sangue, si compia quello che ha cercato in tutta la sua esistenza: la visione delle cose di DIo, quelle che sono per l'eternità!

 

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