L'arcivescovo di Milano visita il nostro Santuario

24 luglio 2023

L'arcivescovo di Milano visita il nostro Santuario

Nella memoria di alcuni di villeggianti vi è impressa la visita del Cardinal Carlo Maria Martini, arcivescovo di Milano. Era il mese di agosto del 1988. Il cardinale era venuto in visita al folto gruppo di fedeli provenienti dalla Diocesi di Milano, che soggiornavano in Val Vigezzo. Trentacinque anni dopo, un suo successore ne ha ripercorso i passi. Nel primo pomeriggio di domenica 23 luglio, accompagnato dal segretario Claudio Fontana e dalla scorta, mons. Mario Delpini giungeva nella piazza antistante il Santuario. Lo salutavano i fedeli, desiderosi di poter  vedere di persona il loro arcivescovo. Accolto in casa parrocchiale, aveva modo di conoscere i fatti alle origini del Santuario. Il Rettore, padre Julita, poi,  lo accompagnava in visita alle parti più significative: l'affresco del miracolo, la reliquia, le pergamene dei podestà...

Alle 16,30 iniziava la celebrazione. I canti erano eseguiti dal coretto di Re, guidato da Patrizia Locatelli. Tra i vari concelebranti segnaliamo don Massimo Pavanello, responsabile del turismo per la Diocesi di Milano, e don Angelo Pargoletti, canonico della parrocchia di San Magno in Legnano.

All'inizio della Messa padre Julita presentava il Santuario, ricordando la bella testimonianza che tanti fedeli ambrosiani offrono della loro fede cristiana e l'indimenticabile figura di mons. Piero Zerbi, prorettore dell'università Cattolica di Milano e sacerdote esemplare, che trascorreva le sue vacanze in Val Vigezzo.

Durante l'omelia il presule ha commentato un passo del vangelo di Matteo: 13,24-34. Questo il testo, che trovate anche in allegato:

«Il lamento della zizzania
La zizzania (lolium temulentum; laglio ubriacante) è una pianta che infesta i campi di
grano, assomiglia alle piante di grano, le soffoca e si mescola con il grano con i suoi
semi dannosi che provocano mal di testa e persino allucinazioni.
Il comportamento del padrone del campo può sorprendere. Certo è una parabola non un
trattato di agronomia. Del resto io di botanica e di agricoltura non capisco nulla.
1. Io immagino che il padrone del campo abbia ascoltato quello che la zizzania ha da dire.
“Io sono la zizzania. Sono un’erba sbagliata. La mia vita è un danno per la
campagna. Il mio seme è pericoloso per chi se ne nutre. Chi coltiva il campo vorrebbe
strapparmi subito e bruciarmi. Sono la zizzania, sono seminata dal nemico, dal principio
del male che non vuole altro che far del male al padrone del campo che invece vuole
fare solo del bene. Vengo dal maligno.
Io sono la zizzania, nessuno ha simpatia per me. Si dice che chi mi semina, chi semina
zizzania, è un malintenzionato che vuole far nascere liti e discordie, anche nella stessa
casa, tra i parenti e i fratelli.
Io sono la zizzania, sono un’erba sbagliata”.

A parte i problemi di botanica, forse la pazienza del padrone si rivolge a coloro
che ragionano come la zizzania. Forse ci sono persone che pensano così di sé stesse: “Io
sono sbagliato. Io non ho combinato mai niente di buono. Dove arrivo faccio danno.
Semino veleno e suscito liti. Non servo a niente. Il mio destino è di essere buttato nella
fornace dove sarà pianto e stridore di denti. Io sono come la zizzania, un’erba sbagliata.
Nessuno ha simpatia per me”.
2. Aspettate. Lasciate che crescano insieme il buon grano e la zizzania.
Come si spiega la decisione del padrone? Non credo si parli di botanica. Si parla del
regno di Dio. C’è una parola che si rivolge a chi si sente sbagliato, fatto male, dannoso

per sé e per gli altri.
C’è una parola di Dio che ha mandato suo figlio nel mondo non per condannare il
mondo, ma per salvarlo: fino a questo punto lo ha amato.
Nel mondo dunque non ci sono i figli del Regno e i figli del Maligno, come
persone fissate in un immobile destino, i buoni e i cattivi. C’è invece la presenza di un
principio di salvezza che chiama tutti a conversione, che chiama i figli del regno a
crescere insieme con tutti, come il buon campo nel grano, non per lasciarsi inquinare dal
male, ma per vincere il male con il bene. I figli del regno sono come un po’ di lievito
che fa lievitare la pasta, sono testimoni nel mondo di una potenza di salvezza, di una
chiamata a conversione. I figli del regno sono presenti per dire a tutti i fratelli e le
sorelle: nessuno è una pianta sbagliata, nessuno è predestinato a essere un danno per gli
altri. Siamo tutti peccatori, complici nel peccato per essere solidali nel cammino di
liberazione.
Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in
lui noi potessimo diventare giustizia di Dio (2Cor 5,21)
3. Il gesto sacrilego e il principio della devozione alla Madonna del Sangue.
Il gesto sacrilego di Giovanni Zucono, il 29 aprile 1494, è stata l’occasione per
chiamare molti a conversione e per dare un messaggio di fiducia perché ogni situazione

possa diventare occasione per il bene.
“Noi non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso
intercede con gemiti inesprimibili e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo
Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio”
Le parabole del Regno possono ispirare la nostra preghiera e la nostra vita: siamo
mandati dentro il mondo come un principio di vita buona, come una proposta di
vangelo.
Possiamo mettere in evidenza alcune parole per ispirare il nostro cammino:
- la fiducia e la pazienza : nessuno “è fatto male”, nessun male è irrimediabile, non
c’è nessuna zizzania che non possa convertirsi in buon grano
- la piccolezza come percorso della speranza: non il grandioso che si impone, ma
il poco, il piccolo, il più piccolo di tutti i semi, il gesto minimo e la persona
qualsiasi
- la responsabilità per la pasta, come il lievito che fa lievitare tutta la farina.»

Al termine della funzione padre Julita gha consegnato all'Arcivescovoun testo di Padre Franzi, scritto a Re negli ultimi mesi di vita: Considerate la vostra vocazione. Mons. Delpini si è, quindi, portato nel Santuario per  venerare l'immagine del Sangue. Conclusa la celebrazione ha incontrato i diversi fedeli che desideravano salutarlo.

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