il Bollettino nella storia - la I guerra mondiale

24 marzo 2020

il Bollettino nella storia - la I guerra mondiale

Col Bollettino in viaggio nel tempo

LA I GUERRA MONDIALE

Abbiamo ricordato, su questo sito, che il Bollettino del Santuario di Re ha da poco tagliato un traguardo importante. Da 110 anni raggiunge i devoti della Vergine del Sangue, sparsi ovunque. Informa i lettori circa i fatti più importanti che avvengono qui. Abbiamo ritenuto opportuno sfogliare le pagine di tutti i bollettini. Spesso abbiamo trovato articoli utili. Ci possono aiutare anzitutto a conoscere alcuni fatti particolari e a trarne un insegnamento. Con questo nostro pezzo vogliamo iniziare una lettura guidata delle pagine del Bollettino, che riteniamo potere essere eloquenti ed istruttive per tutti noi.

Nella ricorrenza del centenario della prima guerra mondiale (1914-1918) sono state numerose le iniziative intraprese per commemorare l'evento. Tanti gli studi proposti, ciascuno secondo un proprio punto di vista. Ci sembra interessante proporre ai nostri benevoli lettori una prospettiva nuova. Il Bollettino, allora intitolato Il Santuario di Re, nato da pochi anni (1909) si dedicò anch'esso all'evento bellico. Quest'attenzione si concretizzava in inserzioni di vario tipo: preghiere per la pace, resoconti dal fronte, lettere dai soldati. Queste ultime, in particolare, ci dicono che in quel tempo il Bollettino era una sorte di tramite che univa i soldati alle proprie famiglie. Dal fronte di guerra ricorrevano ad esso, perché pubblicasse le lettere per rassicurare i propri cari che a casa attendevano notizie. Queste missive ci raccontano la guerra non in terza persona, come un narratore distaccato, ma in prima persona, secondo lo stile epistolare, che in poche righe e senza giri retorici di parole superflue, narra le difficoltà di una vita trascorsa in prima linea: sofferenza, paura, nostalgia, solidarietà, incertezza, coraggio, dedizione alla patria. In secondo luogo queste pagine ci rendono partecipi della preoccupazione della gente della Valle per la sorte della nazione, della paura per gli imprevisti della guerra, della sollecitudine dei preti di allora per la sorte dei soldati al fronte, della trepidazione delle famiglie per i propri famigliari impegnati in prima linea. Oltre a queste realtà, che accomunavano la valle a tanti luoghi, vi un è aspetto tutto nostro. Nelle lettere, nelle preghiere, nei resoconti, un elemento costante emerge nella sua semplicità e profondità. Si tratta del riferimento alla Vergine del Sangue. A Lei si affidavano le proprie vicissitudini, i pensieri più intimi, le paure più laceranti e le aspettative più urgenti. In un contesto di desolazione, di solitudine, di livore, di brutalità e di sospetto, il ricorso alla Madonna di Re gettava una luce di speranza. Ci dice, che nonostante gli soldati fossero incitati (forse meglio dire costretti) a commettere ogni sorta di atrocità verso il fratello, nel profondo del cuore umano permanevavano sentimenti di pietà, di amore, di solidarierà. Questi erano custoditi ed alimentati anche grazie alla devozione alla Madonna.

Vogliamo ora condurre il lettore nel vasto materiale, che, per facilitarne la lettura, abbiamo diviso in categorie.

 

  1. Preghiere per pace. Il bollettino si univa alla voce della Chiesa Cattolica che condannava la guerra. Parte dell'opinione pubblica sollecitava il governo alla partecipazione all'intervento. La chiesa disapprovava questo con diversi interventi messi in campo da papa Benedetto XV. Di lui si ricorda, in particolare, la Lettera ai capi dei popoli belligeranti del 1 agosto 1917. Vi si trova la celeberrima espressione che definisce la guerra «un'inutile strage». Il primo invito alla preghiera lo troviamo sul n. 67 del 1° ottobre 1914. Il conflitto era scoppiato il 28 luglio 1914. Il governo italiano aveva dichiarato immediatamente la propria neutralità. In questo contesto la redazione scriveva: «Prosegue spaventosa, micidiale, barbara la guerra in Europa, sulle coste dell'Africa e nell'estremo Oriente... e il rintocco lugubre e inesorabile della sua Diana sta per suonare anche su la nostra cara Patria! Stiamo calmi e uniti, fiduciosi preghiamo Dio e la nostra Vergine del Sangue a volerci tener lontani da tanto flagello... e ristabilire alfin la pace universale sulle granitiche basi del Vangelo: memori che Dio ha fatto sanabili le nazioni (Sap- I,14).1». Possiamo notare la constatazione dell'orrore della guerra ed il presentimento dell'inevitabilità di essa anche per l'Italia. Il Bollettino aderì a tutte le iniziative proposte dal Pontefice. Venne riportata un'orazione che Benedetto XV aveva composto. Così si scriveva: «Il sommo Pontefice, per implorare la pace, ha composto la seguente preghiera che ordina sia recitata in tutto il mondo:

     

    “Sgomenti degli orrori di una guerra che travolge popoli e nazioni, ci rifugiamo o Gesù come scampo supremo nel vostro amatissimo Cuore; da Voi, Dio della misericordia, imploriamo con gemiti la cessazione dell'immane flagello; da Voi Re Pacifico affrettiamo con voti la sospirata pace. Dal vostro Cuore divino Voi irradiaste nel mondo la carità perché, tolta ogni discordia, regnasse fra gli uomini soltanto l'amore; mentre eravate sulla terra Voi aveste palpiti di tenerissima compassione per le umane sventure. Deh! Si commuova adunque il Cuore Vostro anche in quest'ora grave per noi di odi così funesti, di così terribili stragi. Pietà vi prenda di tante madri angosciate per la sorte dei figli; pietà di tante famiglie orfane del loro capo, pietà della misera Europa su cui incombe tanta rovina. Inspirate Voi ai reggitori e ai popoli consiglidi mitezza; componete i dissidi che lacerano le nazioni. Fate che tornino gli uomini a darsi il bacio della pace, Voi che a prezzo del Vostro sangue ci rendeste fratelli. E come un giorno al supplice grido dell'Apostolo Pietro: Salvateci, o Signore , perchè siamo perduti, rispondeste pietoso acquietando il mare in procella, così oggi alle nostre fidenti preghiere, rispondete placato ritornando al mondo sconvolto la tranquillità e la pace.Voi pure, o Vergine Santissima, come in altri tempi di terribili prove, aiutateci, proteggeteci, salvateci: e così sia2”».

     

    Mons. Peretti, parroco, unendosi ai propositi del Sommo Pontefice, coinvolse la sua comunità nelle preghiera per la pace: «conforme le disposizioni pontificie anche in questo Santuario con tutta solennità si compirono le funzioni per impetrare da Dio le cessazione delle ostilità che da più mesi funestano gran parte dell'Europa. Consolante il concorso dei fedeli ai SS. Sacramenti e all'adorazione il 7 febbraio u. s. Anche i giovanetti ed i bambini della parrocchia, con lodevole premura guidati dalle nostre RR. Suore e dalla sig. Maestra di Folsogno, si accostarono alla Mensa eucaristica3». La finalità era «conservare a noi l'inestimabile dono della pace e allontanare presto il terribile flagello della guerra da cui sono sì duramente provate tante floridissime nazioni4».

    Questi sforzi sembravano inutili. La voce del Papa e della Chiesa restarono inascoltate. L'ammonizione delle funeste conseguenze dell'impresa bellica, che il papa continuava a fare, erano sottovalutate. Coloro che guidavano lo stato italiano avevano altre visioni. Per loro la belligeranza era una soluzione ai problemi dell'Italia. Il 23 maggio 1915 il governo dichiarò guerra all'Austria-Ungheria. La Chiesa, però non desistette, convinta del fatto che la pace fosse un bene molto più grande di tutti i presunti vantaggi che una guerra avrebbe potuto arrecare. Anche presso il Santuario continuava incessante preghiera per la pace: «il 21 u. s. anche in questo Santuario si fece con solennità la funzione propiziatoria per la pace, indetta da Mons. Vescovo. Anche nel mese passato frequentarono questo Santuario in devoto pellegrinaggio diverse parrocchie vigezzine e cannobine svolgendo devote funzioni davanti la nostra miracolosa Immagine per la protezione dei nostri soldati5».

 

Continua...

1Il Santuario di Re. Periodico mensile, n. 67, 1º ottobre 1914, p 76.

2Il Santuario di Re. Periodico mensile, n. 72, 1º marzo 1915, p 18.

3Il Santuario di Re. Periodico mensile, n. 72, 1º marzo 1915, p 22.

4Il Santuario di Re. Periodico mensile, n. 72, 1º marzo 1915, p 22.

5Il Santuario di Re. Periodico mensile, n. 81, 1º dicembre 1915, p 94-95.

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