la Madonna del latte

04 gennaio 2024

la Madonna del latte

Nei giorni del 31 dicembre 2023 e del primo gennaio 2024, nella Basilica di San Pietro in Vaticano, accanto all'altare dove Papa Francesco presiedeva i vari riti, era esposta l’icona della “Madonna Lactans”. Si tratta di un’immagine del 12.mo secolo, proveniente dal Santuario di Montevergine,  che ritrae la Vergine Maria nell'atto di allattare Gesù bambino.

L'abate di Montevergine afferma: "Una madre che allatta al seno la propria creatura è l’immagine stessa della tenerezza: in ogni epoca, in ogni civiltà, ad ogni latitudine. A maggior ragione per noi cristiani, mentre stiamo vivendo i giorni memoriali del Natale del Salvatore,  della verità straordinaria e sconvolgente dell’incarnazione, quella di un Dio che si fa uomo per amore".

La storica dell'arte Maria Milva Morciano parla "dell’iconografia della Virgo lactans, che non è semplicemente devozionale ma teologica: mostra che Dio è veramente quel Neonato che nelle prima fasi della vita ha bisogno di nutrirsi attraverso la madre, come un qualsiasi altro bambino".

Il pensiero corre all'affresco del Miracolo di Re: Maria allatta Gesù. Questa raffigurazione esprime plasticamente la maternità di Maria. È il legame naturale che esiste tra Gesù e Maria: essere madre significa non solo generare, ma anche alimentare il proprio nato, creando un rapporto di dipendenza del figlio dalla madre. Questo conferma l'umanità di Gesù, il suo essere vero uomo. L'incarnazione comporta l'assunzione della natura umana in tutte le sue sfacettature.

Di particolare importanza è la striscia di carta sottostante. Vi campeggia la scritta in lingua latina: In gremio matris sedet Sapientia Patris. La traduzione è semplice: sul grembo della Madre siede la Sapienza del Padre. La Sapienza del Padre è il suo Verbo, il suo Figlio. Gesù, quindi, è vero Dio. Questo dipinto, come tanti altri dell'epoca, tenta di esprimere plasticamente la definizione del Concilio di Efeso del 431, dove si era stabilito che :«Noi quindi confessiamo che il nostro signore Gesù figlio unigenito di Dio, è perfetto Dio e perfetto uomo, (composto) di anima razionale e di corpo; generato dal Padre prima dei secoli secondo la divinità, nato, per noi e per la nostra salvezza, alla fine dei tempi dalla vergine Maria secondo l'umanità; che è consostanziale al Padre secondo la divinità, e consostanziale a noi secondo l'umanità, essendo avvenuta l'unione delle due nature. Perciò noi confessiamo un solo Cristo, un solo Figlio, un solo Signore.» La redenzione è possibile in quanto Gesù è vero uomo e vero Dio.

Un altro aspetto che merita la nostra attenzione è costituito dalle tre rose sorrette dalla mano della Vergine. Abitualmente questo segno floreale è stato interpretato come un riferimento alla verginità di Maria. Un altro filone interpretativo pone il fiore in parallelo con Gesù che porta la definizione di fiore della radice di Iesse. Altri ancora leggono nel numero tre un collegamento con il mistero della Trinità.

Queste poche righe hanno tentato di esprimere il messaggio che il dipinto veicola. Un messaggio ancora valido per l'uomo contemporaneo. L'invito è quello di non fermarsi alla disquisizione teologica, ma come molti sapientemente fanno, di calare queste riflessioni nel nostro cuore. Ci raccogliamo anche noi in preghiera davanti alla Madonna affinchè il mistero rappresentato dalla sacra effigie inondi di bellezza e di grazia i nostri cuori.

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